Un nucleo non più in grado di fronteggiare da solo uno o più eventi
critici, cerca all’esterno sostegno e soluzioni al disagio, trasformando
in domanda il proprio bisogno.
L’accertamento degli stati di bisogno comporta l’indagine e l’analisi
puntuale delle condizioni oggettive e soggettive della persona e/o del nucleo
familiare, che può interessare, oltre agli aspetti materiali, anche aspetti
psicologici e relazionali.
Alcuni servizi e contributi sono destinati a particolari settori di popolazione
anche ai sensi di precise normative, riferite a minori, anziani, disabili.
Altri servizi e contributi sono invece rivolti potenzialmente a tutta la popolazione.
Gli interventi di assistenza economica sono diretti a sostenere i redditi familiari
resi deboli per insufficienza di risorse finanziarie.
Infatti il raggiungimento e il mantenimento di un accettabile livello di qualità
della vita a cui le istituzioni devono tendere, si realizza anche attraverso
il godimento, a livello familiare, di un reddito sufficiente ad evitare l’instaurarsi
di processi di emarginazione o a favorirne il superamento.
In situazioni accertate di bisogno, gli interventi di assistenza economica non
possono tuttavia considerarsi di per sé sufficienti, ma devono rientrare
in un quadro globale di interventi, volti ad impedire il realizzarsi o il radicarsi
di forme di esclusione dal contesto sociale.
Il nuovo piano prevede l’ampliamento della potenziale utenza, alla luce
della normativa, della mutata realtà territoriale e tipologia di popolazione.
E’ opportuno operare affinché:
- vengano eliminate le sovrapposizioni con gli interventi economici predisposti
da altri livelli della pubblica amministrazione e da enti, associazioni e organizzazioni
di volontariato;
- vengano ridotti gli interventi di assistenza economica straordinaria, destinati
a coprire bisogni particolari e contingenti, a vantaggio di interventi continuativi
e di progetti di recupero e di integrazione sociale di singoli e di nuclei svantaggiati;
- venga sostituito, dove possibile, l’intervento economico con l’erogazione
di servizi alternativi per il sostegno dei singoli o delle famiglie.
La domanda di aiuto può non richiedere una risposta legata ad una erogazione
economica, ma ad un servizio quale l’assistenza domiciliare.
Il nucleo composto da anziani o da un disabile, oppure da più minori,
da cui emerge una richiesta di aiuto, o appoggio può avere adeguata risposta
in questo servizio finalizzato a:
a) garantire alle persone la permanenza nel proprio ambito di vita;
b) promuovere la responsabilità della famiglia;
c) contribuire, con le risorse del territorio, ad elevare la qualità
della vita delle persone e ad evitare il fenomeno dell’isolamento;
d) svolgere attività di prevenzione per consentire un’esistenza
autonoma.
Allo scopo di avvicinare maggiormente servizi alla popolazione verrà
avviato il servizio amministrativo di supporto al segretariato sociale, sia
a livello centrale che distrettuale, con i seguenti compiti:
- assicurare attività di informazione ai cittadini sui servizi e sulle
prestazioni assistenziali attivate sul territorio da soggetti pubblici e privati;
- operare per garantire ai cittadini il diritto all’assistenza sociale,
fornendo adeguato supporto per la presentazione delle richieste di accesso ai
servizi e agli interventi socio-assistenziali e ottimizzando il rapporto tra
cittadini e istituzioni.
Tale servizio è stato fortemente voluto dalle Amministrazioni comunali,
in quanto è nata la consapevolezza dell’importanza di creare un
anello di congiunzione tra l’operatore sociale e l’utenza.
L’assistente sociale viene ad essere valorizzata quale professionista
che interviene per valutare le situazioni problematiche e individuare le conseguenti
soluzioni.
Il servizio amministrativo di supporto viene ad assumere il ruolo di filtro
che si occupa sia della pratiche burocratiche, che di dare informazioni all’utenza,
garantendo maggiore apertura al pubblico e maggiori possibilità di risposte
alle urgenze.
In questo modo l’assistente sociale potrà intervenire in modo più
incisivo sulle situazioni lasciando parte delle competenze amministrative al
servizio di segretariato sociale.
Nel settore degli “Interventi a tutela della popolazione in situazione
di disagio” sono stati inseriti i seguenti servizi:
- Assistenza economica
- Contributo per le spese di riscaldamento
- Assistenza domiciliare
- Assistenza
domiciliare integrata
- Servizio assistenza
stranieri
- Rapporti di collaborazione con l’A.S.L. nei servizi sulle alcooldipendenze
- Tutela adulti e curatela
-
Rapporti con il volontariato e con tutte le agenzie sociali ed educative del
territorio.
Per alcuni di questi si è trattato di stabilire regole nuove sia per
l’accesso sia per le modalità di erogazione, per altri mai normati
in precedenza, di stabilire i principi ispiratori e alcuni punti fissi di riferimento
per gli operatori dei servizi.
Sul piano normativo sono da ricordare:
- L. 142/90 : Ordinamento delle autonomie locali.
- L. 216/91 : Primi interventi in favore di minori soggetti a rischio di
coinvolgimento in attività criminose.
- LR. 62/95 : Norme per l’esercizio delle funzioni socio-assistenziali.
- L.R. 37 del 23.4.1990: norme per la programmazione socio-sanitario regionale
e
per il Piano socio-sanitario regionale per il triennio 90/92.
- art. 26 e allegato h) d.p.r. 314/90: Assistenza programmata ad assistiti non ambulabili.
- art. 48 L. 833/78: Istituzione Servizio Sanitario Nazionale.
- art. 37 Legge 184/1983: Disciplina dell’adozione e dell’affidamento di minori.