Il problema della persona portatrice di handicap si configura, nelle varie fasi della sua vita, come una realtà complessa e variegata in cui interventi sanitari, socio-assistenziali, scolastici ed educativi devono essere coordinati fra loro al fine di promuovere e realizzare l’integrazione familiare e sociale.

Risalgono agli inizi degli anni settanta le prime esperienze di inserimento di minori disabili nella scuola dell’obbligo a Moncalieri, Trofarello e La Loggia in seguito alle spinte innovative di una presa di coscienza collettiva rispetto alle conseguenze negative e deprimenti della ghettizzazione e istituzionalizzazione.

I servizi sociali in questo ambito hanno svolto un ruolo di grande importanza in quanto catalizzatori delle più svariate richieste di aiuto da parte delle famiglie, dalle necessità di tipo economico a quelle sanitarie, scolastiche, educative e lavorative.

In questo modo in collaborazione con i Servizi sanitari e le scuole sono stati decodificati i bisogni e le priorità, sono stati programmati i vari progetti di inserimento sia nella scuola dell’obbligo, sia in strutture socio-educative del territorio secondo le necessità.

Gli interventi socio-assistenziali nell’ambito evolutivo hanno un percorso ormai consolidato nel tempo e nell’esperienza di lavoro dei Servizi e in generale offrono una risposta integrata ai vari casi.

Il Piano programmatico prevede la presenza continuativa dell’assistente sociale nell’iter del minore disabile, dalla sua nascita in avanti, in collaborazione con altre figure sanitarie e riafferma l’importanza della non istituzionalizzazione prevedendo l’affidamento familiare come possibilità di intervento a favore del minore e della famiglia in difficoltà in un’ottica di sostegno e contenimento sul territorio.

Il problema dell’handicap in età adulta si presenta molto più complesso, a volte di difficile soluzione sia per il consolidarsi o il deteriorarsi della patologia in forme più rigide, sia per la carenza di risposte istituzionali alternative all’emarginazione sociale.

Si rende sempre più necessaria e urgente la ricerca di nuovi strumenti e strade da percorrere per elaborare soluzioni adeguate e non emarginanti ai bisogni personali e familiari della persona disabile.

Il Piano programmatico in quest’ambito riafferma il principio dell’integrazione sul territorio, della progettazione coordinata e interdisciplinare degli interventi sanitari, socio-assistenziali ed educativi e dell’inserimento lavorativo ogni qualvolta questo si dimostri utile e realizzabile.

L’unità di Valutazione Handicap, fermamente voluta e costituita in accordo con l’Azienda sanitaria regionale n. 8, da operatori sanitari e sociali come proseguimento dell’Unità multidisciplinare, diventa il luogo della verifica del percorso scolastico ed evolutivo al termine della scuola e soprattutto il momento della individuazione della strada da percorrere e da verificare nel tempo.

Essa costituisce lo strumento per dare continuità agli interventi nell’ottica di una visione globale dell’individuo che, partendo dal passato, si proietti verso il futuro e ne garantisca l’effettiva integrazione.

Tutti gli interventi previsti per i soggetti portatori di handicap faranno riferimento al “servizio per l’handicap” ipotizzato come un servizio rivolto alla persona, i cui obiettivi prioritari sono il benessere e la crescita dall’autonomia individuale in presenza di disabilità attraverso un progetto di costante integrazione sociale.

La famiglia del portatore di handicap ricopre un’importanza fondamentale sia come realtà affettiva di riferimento, sia come risorsa da coinvolgere costantemente nei momenti di progettazione e di verifica.

L’avanzare dell’età, l’aggravarsi della patologia possono comportare il rischio della emarginazione sociale e della solitudine familiare, soprattutto della coppia dei genitori.

Il farsi carico di questo complesso problema legato all’invecchiamento attraverso la progettazione, la verifica e la ricerca di nuove risorse costituiscono le mete future del Piano.

Per intanto è assolutamente necessario riorganizzare l’esistente, in buona parte servizi prima di competenza della Provincia, per i quali occorre stabilire delle norme precise di riferimento.

Nel settore degli interventi a tutela della persona portatrice di handicap sono stati inseriti i seguenti servizi:

- Servizi per l’handicap in età evolutiva

- Unità di valutazione dell’handicap

- Servizio Inserimenti lavorativi

- Centri diurni a valenza educativa

- Comunità alloggio

- Altri presidi diurni e residenziali

- Servizi di trasporto

- Servizio di affidamento


Per il dettaglio si rinvia al contenuto di ciascuna scheda specifica.
A parte questi, vi sono altri servizi inseriti in altri settori che si rivolgono, tra gli altri, anche alle persone portatrici di handicap.
Questi, specificatamente, sono:

a) dal settore degli “Interventi a tutela dei minori e delle famiglie”:
- Rapporti con i Consultori Pediatrici, Familiari e Consultorio Adolescenti
- Educativa territoriale
- Servizio di appoggio educativo
- Borse di formazione lavoro
- Centro diurno
- Servizio di mediazione familiare
- Rapporti con l’Autorità Giudiziaria
- Affidamento familiare
- Adozione
- Tutela minori
- Comunità alloggio

b) dal settore degli “Interventi a tutela della persona anziana”:
- Unità di valutazione geriatrica
- Telesoccorso
- Ricoveri in strutture residenziali
- Servizio di affidamento

c) dal settore degli “Interventi a tutela della popolazione in situazione di disagio”:
- Assistenza economica
- Contributo per le spese di riscaldamento
- Assistenza domiciliare
- Assistenza Domiciliare Integrata
- Tutela adulti e curatela

La gamma degli interventi, come si può notare, è molto ampia e sia pure con le carenze strutturali che al momento non è possibile ovviare, si crede di poter dare risposte concrete alle legittime aspettative di questa particolare fase disagiate delle popolazione.

Sul piano normativo sono da ricordare:

- L.R. 24/92 : Norme relative al trasferimento delle funzioni socio-assistenziali già esercitate dalla Provincia.

- L. 142/90: Ordinamento delle autonomie locali

- L.R. 62/95: Norme per l’esercizio delle funzioni socio-assistenziali.

- Legge 104 del 5.2.1992: Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

- D.P.R. del 24.2.1994: Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle Unità Sanitarie Locali in materia di alunni portatori di handicap.

- Circolare 11/SAP DEL 10.1.1995: Linee di indirizzo e coordinamento relative ai compiti delle Aziende U.S.L in materia di portatori di handicap. attuazione D.P.R 24.02.94.



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